Come valutare l’interazione con i campi elettromagnetici

Come valutare l’interazione con i campi elettromagnetici

Di certo ti sarai chiesto quale sia l’impatto dei campi elettromagnetici (CEM) sulla salute umana. Nel corso degli anni si è passati con disinvoltura da “il cellulare provoca il cancro al cervello” a “viviamo immersi nei campi elettromagnetici, bisogna farsene una ragione”.

Uno degli obblighi non delegabili di un Datore di Lavoro è quello di “valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori”.
Dunque anche i rischi dovuti ai campi elettromagnetici? Se sì, quando?

La guida che trovi qui sotto si propone di raccogliere in un unico documento le indicazioni operative del titolo VIII del D.lgs 81/2008, stilate dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Provincie Autonome (Documento n. 1 – 2009), in collaborazione con l’ISPESL e con l’Istituto Superiore di Sanità.

Vengono identificati i lavoratori che per questioni mediche o fisiologiche sono particolarmente sensibili all’azione dei campi elettromagnetici (ad esempio soggetti epilettici, persone affette da patologie cadiache, portatori di protesi…).
Quindi vengono prese in esame le mansioni che, a seconda del range di frequenza del CEM, possono esporre i lavoratori a effetti diretti o indiretti.
Infine vengono riportati i valori limite di esposizione e i valori d’azione…

Per fortuna non è sempre necessario procedere ad una misurazione strumentale e al confronto con i valori limite. Il CEI ha infatti individuato tutte le apparecchiature “conformi a priori”, che trovate elencate in fondo alla guida.
Buona lettura!

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